IL PTTI S’HA DA FARE OPPURE NO?

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Scritto da Nuzzaci Francesco   
Giovedì 26 Maggio 2016 06:34

In un Paese normale, e con un’Amministrazione seria, no.

Perché in un Paese normale un ministro della Pubblica istruzione, che nel Consiglio dei ministri concorre all’emanazione di un decreto legislativo che cancella l’obbligo di predisporre e approvare il Piano triennale per la trasparenza e l’integrità (PTTI), avrebbe subito diramato la consueta nota per evitare alle istituzioni scolastiche un adempimento oramai inutile.

E invece, decorsi dieci giorni dal 16 maggio, le scuole si chiedono se devono comunque procedere entro il termine del 30 maggio 2016 – perentorio?, ordinatorio? – prescritto dalla delibera dell’ANAC del 13.04.16.

Se lo chiedono anche perché gli Uffici scolastici regionali, privi del minimo coordinamento,  si muovono in ordine sparso e senza rispettarlo, essi per primi, nell’elaborazione del Piano triennale di prevenzione della corruzione (PTPC), di propria competenza ed atto preliminare ai PP.TT.TT.II., con i quali esso deve raccordarsi.

Ancorché – sul piano formale – il decreto legislativo che modifica sul punto il precedente D. Lgs. 33/13 spiegherà i suoi effetti decorsa la canonica vacatio legis susseguente la sua pubblicazione in gazzetta ufficiale, DIRIGENTISCUOLA ritiene che, per quanto dedotto, il PTTI non s’ha da fare.

Dovendo però corrispondere alle reiterate richieste di aiuto di diversi colleghi, angosciati dall’approssimarsi della fatidica data e permanendo l’ostinato silenzio di Viale Trastevere, mette a disposizione l’allegato modello.

Chi vuole stare tranquillo potrà ben sopportare un’ulteriore molestia burocratica.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 26 Maggio 2016 06:41 )
 
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